
TRAZIONE IBRIDA O BIOCOMBUSTIBILI?
Amatissimo e cardiopatico pubblico della Nuova Chiggiona, ecco a voi una rubrica nuova nuova di zecca, a cura della sezione Scienze, Tecnologie e varie ed eventuali.
Il presente articolo fa il punto della situazione sulla domanda che ormai da mesi non fa più dormire i più famosi progettisti delle maggiori case automobilistiche mondiali, e che è riuscita infine anche a turbare le notti dei già affaticati lavoratori delle terre acquavivesi e non. Il problema, spiegato in parole semplici, sta nell’indeterminazione sull’evoluzione futura dei sistemi di trazione: dove investire ora le proprie risorse, nei sistemi ibridi o nell’ambito dei biocombustibili? Una questione che nei primi tempi sembrava così lontana ai più è diventata tuttora molto sentita, in seguito anche all’entrata in vigore delle stringenti prescrizioni del protocollo di Ceglie. La vecchia motozappa diesel è ormai messa al bando, per le eccessive emissioni di NOx e idrocarburi incombusti, comunemente noti come “che cazz d puzz d naft” o giù di lì.
E’ evidente quindi l’esigenza di un rinnovamento delle tecnologie di propulsione dei mezzi agricoli, il quale si muove attualmente su due grandi direttrici: motori ibridi o motori alimentati da biocombustibili.
Il motore ibrido è un primo passo verso una agricoltura totalmente biocompatibile, infatti unisce i vantaggi di un comune motore diesel con quelli di una fonte di energia al 100% pulita. Infatti il sistema integrato di trazione è costituito dall’azione muscolare dei cani delle poste.
Ma le novità più interessanti vengono proprio dalla seconda proposta, cioé dal mondo dei biocombustibili. In seguito alla vincente scelta dell’impiego dell’olio di colza e del bioetanolo nel settore automotive (e motozappe), lo stato dell’arte in questo campo (è proprio il caso di dirlo) ci viene offerto da un team di sconosciuti ricercatori anglo-acquavivesi, fra cui ricordiamo Tony Arcodelduca (insigne professore di psicologia applicata alle macchine all’università “Gianfranco Bo” di Urbino) e Michele Oldcoffee (rinomato risolutore di sudoku in dialetto). Nell’ultimo semestre, come già noto agli specialisti del settore, il gruppo di ricerca ha brevettato la prima motozappa con sovralimentazione a cipolla rossa.
Ebbene si, bisogna solo imparare da questi nostri giuovani i quali, dopo i primi insuccessi, dopo vari tentativi, dopo numerose campagne (è proprio il caso di dirlo) di prove e simulazioni nella galleria del vento sperimentale fra Capurso e Cellammare, sono arrivati finalmente alla scoperta, e alla successiva brevettazione di un motore tutto in cemento armato (i designers del gruppo di lavoro hanno dichiarato di essersi ispirati esclusivamente alla cassarmonica, com’è giusto che sia), mosso da un’energia tutta pulita, ma sopratutto ci hanno regalato l’emozione di avere un’invenzione tutta acquavivese!
Il direttore della sezione Tecnologie
Ing. Dott. Giovanni Cilindro
e la sua collaboratrice ecocompatibile e sostenibile
Dott.ssa Arianna Trilatera
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