Archivio per la categoria 'aforismi'

LNC si apre ai contributi dei lettori

Cari lobotomizzati amanti degli animali froci dello Zoo Safari, tigri e leoni in primis, ci è giunta in redazione un componimento poetico da parte di un nostro concittadino che, ispirato da una tostissima Musa bionda vista su tal iuporn e da un toccante tuca tuca ballato all’una di notte, ha buttato giù tutto d’un soffio questo fantastico distico elegiaco. Noi l’abbiamo trovato fantastico, e degno erede di Carducci è questo nostro compaesano che di nome fa Vitino Uecchj d Cozz, conosciuto dai più perché ha scritto alcuni tra i più bei testi di Tiziano Ferro, come Rosso Relativo, ma soprattutto E Raffaella è mia.
Ai porci l’ardua sentenza.

Fedele come un autista

Sarò franco con te
che sei il mio autista
e che mi sei fedele
ti sarò fedele anch’io
Ma sarò anche leone
Se si tratterà di difenderti
Mio caro autista
Dalle calunnie
Che ti schiaffeggiano
L’anima
Dalle sciocche insinuazioni
Che dipingono me come Caligola
E te come il mio cavallo
Ma quale cavallo!
Tu sei leone!
Che infonde forza virile
Ed incoraggia l’uomo
Che è in me
A condurre imprese virili
Ad affrontare il rischio
Senza pagare gabella alcuna
Alla paura.

Lamenti in onore della dipartita di P. Stipsi da Facebook

Bradipi, pervertiti e mangiaghiaconi a tradimento dalla dubbia moralità di lettori della Nuova Chigghiona, l’unico blog in acido acetilsalicilico della Via Lattea senza effetti diuretici e adatto anche alle donne in gravidanza, è accaduto che la nostra buonanima, l’unico sindaco in poliuretano espanso morbido della murgia sub sahariana, è sparito da Facebook, il nuovo fronte della prostituzione virutale, la nuova droga delle giovani generazioni post risorgimentali.

Abbiamo dovuto assumere massiccie dosi di chetamina e stramonio (contro la nostra predisposizione etica, con forza diciamo NO a tutte le droghe) per placare il profondo senso di frustrazione, il dolore e la depressione che ci ha assaliti nel momento in cui abbiamo constatato la dipartita del prode eroe dei sette tratturi, il nostro sempre cordiale play boy preferito, il nostro Rapsodo, il nostro Cantastorie da Barlettone, il nostro Coccolino (come amavano chiamarci in privato), il nostro magnifico e onnipotente sindaco Pistipsi, Premio Nobel per la Bitumazione e la Cordialità 2008. Abbiam pianto per decine e decine di minuti, lacrime vere sono cadute sulle nostre guancie, senza esser coadiuvati dalla nostra amica Cipolla Rossa come i suoi detrattori sostengono.

È significativo che prima di sparire abbia deciso di dedicare proprio a noi una sua poesia, una delle più belle che l’uomo possa ricordare dal Cenozoico, che andrebbe studiata al posto di Dante nelle scuole, assieme a quelle di Bondi ovviamente.

Caro Pistipsi, speriamo che la tua sia un’assenza solo temporanea, forse non potremmo più vivere senza di te, neanche Perseus, il dolce Perseus, potrebbe eguagliare i livelli artistici da te raggiunti. Neanche un video di Gaddino potrebbe ispirarci come sei riuscito ad ispirarci tu.
Il nostro amore per te ci spinge a ringraziarti per tutto quello che hai fatto e, speriamo, continuerai a fare. Il nostro amore per te ci spinge a scriverti una poesia, che speriamo possa trasmettere, comunicare il più possibile la cordialità, la giovialità e la concordia che è in noi:

Della cordialità eri gran maestro,
ma ti facesti prendere da gran veemenza.
Bitumasti le strade con il tuo estro
non senza rasentare il limite della decenza.

La cipolla rossa è il nostro fior all’occhiello
Ma tu, sei senz’altro più bello
Se tu te ne vai noi piangiam
E la rossa cipolla mangerem per la fam

Dell’amore eri fervente sostenitore
Sotto la scrivania si trovava l’ispirazione,
E difatti a Palazzo De Mari scoppio l’amore
E tutti d’un colpo avemmo l’illuminazione.

Della tua simpatia Acquaviva ha nostalgia
La tua bellezza ci fa tremar,
Ma Stipsi, ti prego, non ci lasciar.

Acquaviva, 17/12/2008

Dopo l’amaro, P. Stipsi risponde in rima

francoIl nostro sindaco, a differenza di chi lo intervista con cravatte pornografiche, è una persona non solo di spirito e di tanta, troppa cordialità, ma è anche un poeta con i controcazzi, degno erede di Pascoli, Montale, Luzi, Sandro Bondi e Nicola Gravina.

In omaggio all’articolo pubblicato ieri sulla nostra ultima nottata di baldorie insieme, P. Stipsi ci dedica un suo prezioso componimento in versi, che abbiamo il piacere e l’onore di offrire ai vostri bramosi e colti occhi. Siamo certi che saprete apprezzare, come abbiamo fatto noi, l’ironia pungente, il gusto per la rima ricercata e le erudite citazioni che il nostro primo lettore ha saputo nascondere nel suo arguto testo.

Se San Francesco parlava agli usignoli,
il sindaco risponde ai merli ed ai beccaccioni…
intrisi di tanta fantasia
che si sentono realizzati nell’utilizzar la parodia.

Tanto baldanzosi ed arzigogolati
da esser sempre travisati.
Della ironia ne voglion fare gimandello
che diventa un ramoscello,
che fa un solletico assai piacevole
ma non si può definir amorevole,
perché si servono del nomignolo
per celar il loro vero volto.

Evviva al coraggio
di chi va all’arembaggio
servendosi del turpiloquio
per instaurare un colloquio.
Tanta pena fan questi simpaticoni,
del loro linguaggio han travasato i bidoni…
se continuano di questo passo
andrann al collasso!

Della loro credibilità,
se mai l’han avuta, di già
e così questi fieri destrieri
han riempito la politica di oggi e di ieri.

P. Stipsi, 15 dicembre 2008

Rubrica culturale: massime d’autore e aforismi


E a ffè i bboghr
n’ì fesh,
e a ssaldeij
nang sald…

Mannagghj…
mannagghj…
mannagghj…

Anonimo tabaccaio acquavivese



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