Bradipi, pervertiti e mangiaghiaconi a tradimento dalla dubbia moralità di lettori della Nuova Chigghiona, l’unico blog in acido acetilsalicilico della Via Lattea senza effetti diuretici e adatto anche alle donne in gravidanza, è accaduto che la nostra buonanima, l’unico sindaco in poliuretano espanso morbido della murgia sub sahariana, è sparito da Facebook, il nuovo fronte della prostituzione virutale, la nuova droga delle giovani generazioni post risorgimentali.
Abbiamo dovuto assumere massiccie dosi di chetamina e stramonio (contro la nostra predisposizione etica, con forza diciamo NO a tutte le droghe) per placare il profondo senso di frustrazione, il dolore e la depressione che ci ha assaliti nel momento in cui abbiamo constatato la dipartita del prode eroe dei sette tratturi, il nostro sempre cordiale play boy preferito, il nostro Rapsodo, il nostro Cantastorie da Barlettone, il nostro Coccolino (come amavano chiamarci in privato), il nostro magnifico e onnipotente sindaco Pistipsi, Premio Nobel per la Bitumazione e la Cordialità 2008. Abbiam pianto per decine e decine di minuti, lacrime vere sono cadute sulle nostre guancie, senza esser coadiuvati dalla nostra amica Cipolla Rossa come i suoi detrattori sostengono.
È significativo che prima di sparire abbia deciso di dedicare proprio a noi una sua poesia, una delle più belle che l’uomo possa ricordare dal Cenozoico, che andrebbe studiata al posto di Dante nelle scuole, assieme a quelle di Bondi ovviamente.
Caro Pistipsi, speriamo che la tua sia un’assenza solo temporanea, forse non potremmo più vivere senza di te, neanche Perseus, il dolce Perseus, potrebbe eguagliare i livelli artistici da te raggiunti. Neanche un video di Gaddino potrebbe ispirarci come sei riuscito ad ispirarci tu.
Il nostro amore per te ci spinge a ringraziarti per tutto quello che hai fatto e, speriamo, continuerai a fare. Il nostro amore per te ci spinge a scriverti una poesia, che speriamo possa trasmettere, comunicare il più possibile la cordialità, la giovialità e la concordia che è in noi:
Della cordialità eri gran maestro,
ma ti facesti prendere da gran veemenza.
Bitumasti le strade con il tuo estro
non senza rasentare il limite della decenza.
La cipolla rossa è il nostro fior all’occhiello
Ma tu, sei senz’altro più bello
Se tu te ne vai noi piangiam
E la rossa cipolla mangerem per la fam
Dell’amore eri fervente sostenitore
Sotto la scrivania si trovava l’ispirazione,
E difatti a Palazzo De Mari scoppio l’amore
E tutti d’un colpo avemmo l’illuminazione.
Della tua simpatia Acquaviva ha nostalgia
La tua bellezza ci fa tremar,
Ma Stipsi, ti prego, non ci lasciar.
Acquaviva, 17/12/2008
Caleidoscopici ed ignobili lettori della Nuova Chigghiona, il prodigioso sindaco, dott. Paride Stipsi, contravvenendo alle regole del rituale di corte, ha accettato di incontrare noi umili cronisti per attenuare la linea di demarcazione tra la sua augusta persona e i sudditi acquavivesi.
Dagli archivi storici di palazzo De Mari un documento storico dal valore inestimabile.
Ultimi commenti