Era nell’aria già da tempo. Le parole del Presidente del Consiglio dei Ministri, cav. Silvio Berlusconi, erano state chiare: “Polizia nelle scuole occupate”. Finalmente anche ad Acquaviva la saggezza dell’Unto è stata ascoltata.
Ieri, alle 9:34, la Polizia Municipale, i Carabinieri e vari istituti di vigilanza hanno fatto irruzione nella scuola, occupata ormai da due giorni, dove i bambini, invasati di furia rivoluzionaria, oltre a sospendere le lezioni, si erano anche dati a baccanali spaventosi, cruciverboni e, essendo comunisti, al cannibalismo.
In particolare le bambine della IIA si sono distinte per il loro femminismo, con slogan quali “Il beautycase è mio e me lo gestisco io” e “tremate, le Winx son tornate”. Le FdO hanno stroncato questi vili attacchi all’ordine costituito, con polso fermo e tattiche militari all’avanguardia. Ma le azioni dei nostri paladini non sono state sempre così agevoli. La resistenza all’interno della scuola è stata feroce.
I bambini hanno inscenato tattiche di guerriglia urbana della peggiore tradizione, con fili invisibili tirati ad altezza di ginocchio d’adulto e ferali fialette puzzolenti. Addirittura uno, appollaiato sulla lavagna, ha tirato un chechero in testa a un poliziotto. Mal gliene incolse, essendo il rappresentante delle Forze dell’Ordine dotato di casco regolamentare.
I bambini della IIIC invece hanno adottato tattiche di guerra chimica, lanciando sui difensori dello status quo merendine Kinder Brioss con ripieno di antrace.
Alla fine, dopo ore di battaglia, con scene di isteria collettiva, quali maestre collaborazioniste che tentavano di proteggere i facinorosi, bidelli in preda a turbe che descrivevano i loro pranzi domenicali con il volto coperto di sangue (ovviamente ad opera dei terribili pargoli) e intrusi che saccheggiavano senza pietà i computer 486 in dotazione alla scuola, le forze del Bene hanno completamente sedato la rivolta, con un bilancio che sta a testimonianza della pulizia delle loro tattiche: 4 bambini morti, una maestra collaborazionista a cui pietosamente è stato concesso di essere posseduta a turno da 4 esponenti della vigilanza “Lo Struzzo” prima di essere freddata nell’aula magna, e 2 bidelli esiliati a Poggiorsini.
Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, e ora la gloriosa Riforma Gelmini può veleggiare verso l’approvazione, per portare la scuola italiana verso quell’eccellenza che merita per motivi diremmo genetliaci.
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